
| Da bambina non ho mai ricevuto la "paghetta",
non ce n'è davvero bisogno quando si
ha per
mamma una fata! Non mi è mai mancato
nulla:
dalle figurine ai piccoli peluches,
dal Topolino
al gelato, e ogni tanto le giostre
o un bel
cinema. Forse mi accontentavo di piccole
cose, ma è lì che si nasconde la magia,
sempre
in attesa di essere scovata. Un giorno stavo girando con mia madre per un mercatino, quando mi fermai attratta da una bancarella che vendeva i classici salvadanai in terracotta. Io non avevo bisogno di quel "coso", eppure il suo aspetto così rotondo e simpatico mi affascinava... Per scollarmi di li la mamma comprò il salvadanaio che avevo in mano. "Rompilo solo quando sarà ben pieno" - disse la venditrice con un sorriso - e apparirà il più favoloso tesoro che tu abbia mai visto!".L'idea del tesoro mi eccitava, ma pensavo con quali monete l'avrei riempito, visto che non ne avevo mai possedute. Arrivate a casa la mamma ebbe un'idea bellissima: "Questo salvadanaio è troppo speciale per essere riempito con denaro comune! Noi inventeremo nuove monete e banconote dai colori brillanti e dalle forme più strane... E quando lo scuoterai non sentirai il solito tintinnar di monete, ma una musica meravigliosa!". Cominciò così un gioco emozionante, che continuava giorno dopo giorno. Ritagliavo nella carta soldi rotondi, o a forma di cuore, di farfalla, di stella cometa, ecc.. poi li coloravo con i pennarelli e vi scrivevo: "1 soldo di gioia", "1 soldo di coraggio", "l soldo di gentilezza"... Inventare le monete era facile, più difficile era renderle autentiche: la mamma voleva che il mio cuore fosse il forziere dal quale trarre ogni volta un tipo di moneta. Creai un soldo di fantasia in un batter d'occhio, mentre per un soldo di pazienza impiegai alcuni giorni. Ogni tanto scuotevo il salvadanaio e la musica che veniva fuori dalla fessura era sempre più bella, talmente bella che sembrava provenire da un altro universo. Con l'arrivo di dicembre a scuola ci diedero un salvadanaio di cartone, stampato con quei negretti dagli occhioni stellati che vivono in capanne di paglia come Gesù. Io pensai di riempirlo con le mie monete speciali perché mi sembravano molto più belle e preziose, ma la mamma disse che ogni salvadanaio vuole le sue monete, e quelle che creavo io erano fatte solo per il salvadanaio magico. Quando cadde la prima neve, sentii che con lei stava arrivando Ia felicità. Era Ia vigilia di Natale. La mamma aveva portato un Presepio bellissimo, fatto di tante statuine in terracotta rivestite con abiti di stoffa. C'erano personaggi che m'incantavano: lo zampognaro accanto alla fontana di ghiaccioli. il bimbo pastore con in mano un agnellino di zucchero, la vecchina dalle caldarroste fumanti, gli angeli dalle ali fatate con piume di cigno, ecc. C'erano poi I Re Magi dagli scrigni scintillanti e tutti i personaggi principali. insieme a casette, ponticelli, vegetazione d'ogni tipo, ma mancava la cosa principale: mancava Gesù Bambino! "Come hanno potuto scordare d'incartarlo?! - esclamò mia madre sconsolata - La bottega è fuori città, non ho neanche il telefono...". "Non fa niente mamma - dissi - se usciamo subito ne troveremo uno bellissimo nei dintorni, magari che apre gli occhi e sorride al suono di un carillon...". Pensavo che ci sarebbero voluti molti soldi e corsi a prendere il mio salvadanaio. Prima di accendere la luce mi accorsi del chiarore che illuminava soavemente il centro della stanza, irraggiandosi proprio dalla fessura dal salvadanaio. Eccitatissima chiamai la mamma e lei confermò che era giunto il momento di romperlo. Presi un martellino e chiusi gli occhi, in quell'attimo immaginai i più favolosi tesori che avevo visto nei film di pirati, pensai alle monete d'oro tempestate di pietre scintillanti che avevo disegnato io e... Un colpo secco, una luce che si faceva sempre più abbagliante, mentre nell'aria si spandeva la musica delle stelle. Guardai meglio, e tra i cocci del salvadanaio vidi un Bambino, un Bambino piccolissimo, proprio quello che mancava al nostro Presepio! Aveva una camiciola bianca con ricamate tutte le monete che avevo inventato: "1 soldo d'amore", "1 soldo di meraviglia" ecc. Sorrideva, bello come nessuno al mondo, e... si muoveva! Lo presi tra le mani con delicatezza e mi accorsi che era vivo. O almeno così mi parve, tutta Ia storia è così incredibile che nel ripensarci sembra un sogno. II Bambinello c'è ancora. ma non si muove più, è diventato una statuina come le altre. La camiciola ha conservato un briciolo di magia: appare con più o meno monete ricamate a seconda di come mi sono comportata durante l'anno. II brutto del diventare grandi è che si fanno tutte le cose di fretta, anche una gentilezza. E questo non è bello, come non è bello ricorrere a lampadine o fibre ottiche per illuminare il Presepio, ma quanti riescono ancora ad accorgersi di tutto il chiarore che avvolge naturalmente Gesù Bambino quando viene posato nella mangiatoia? |
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